Caro Energia: decreto bollette non sufficiente

 Per le imprese impatto drammatico di 30 miliardi di euro pari al +160% annuo

Con il via libera del Senato del 21 aprile scorso il Parlamento ha approvato in via definitiva il cosiddetto "Decreto Bollette" che contiene una serie di aiuti e "sconti" per alleggerire

i costi di luce e gas che famiglie e imprese devono sopportare. Nel testo c'è anche l'azzeramento degli oneri di sistema elettrici e del gas per il secondo trimestre del 2022 e il taglio dell'Iva sul gas. I fondi stanziati sono pari a circa 8 miliardi, 5,5 dei quali destinati a combattere il caro energia, mentre i restanti vanno a sostegno delle filiere produttive per calmierare i costi delle bollette energetiche ed evitare in futuro altre crisi.

Un provvedimento che “si muove nella giusta direzione perché mira a mitigare nel trimestre in corso parte degli aumenti di energia elettrica e gas stanziando risorse considerevoli. Però non è ancora sufficiente perché si limita al trimestre". Così Pierpaolo Masciocchi, responsabile Ambiente, utilities e sicurezza di Confcommercio, per il quale siamo lontani dal poter ammortizzare i costi energetici extra sulle imprese del terziario, "un impatto drammatico di 30 miliardi di euro pari al +160% annuo". Di qui la richiesta di Confcommercio di superare l'ottica delle misure di emergenza, che sterilizzano gli oneri di sistema temporaneamente, in favore di misure strutturali: "noi chiediamo l'annullamento degli oneri perché – spiega Masciocchi - non è corretto che siano le imprese a pagare gli oneri legati allo smantellamento delle centrali".

"I nostri settori sono fortemente impattati dal caro energia e dal caro materie prime. Noi tentiamo di 'internalizzare' il maggior costo ma alla fine è inevitabile che si vada a scaricare sul quello dei prodotti, lo stiamo vedendo con l'aumento dell'inflazione", continua il responsabile Ambiente, utilities e sicurezza di Confcommercio.

In ogni caso nel prossimo decreto taglia prezzi, in via di conversione, "è stato allargato il credito d'imposta, che sarà previsto non solo per le imprese energivore ma anche per le altre imprese che hanno subito incrementi dei costi energetici, una misura chiesta fortemente da Confcommercio".

Nel provvedimento, però, "bisogna rafforzare gli interventi contro il caro carburante prevedendo un credito d'imposta per compensare l'aumento del prezzo industriale del gasolio ed estendere la riduzione dell'Iva al 5% per il metano da autotrasporto".

 

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