MISURE SEMPLICI E IMMEDIATE PER GARANTIRE LIQUIDITÀ A PMI

Le imprese continuano ad avere bisogno di liquidità, perché la crisi sanitaria non ha smesso di incidere negativamente sull’attività. È lappello

lanciato congiuntamente alle istituzioni dall’ABI Associazione Bancaria Italiana assieme a diciassette rappresentanze d’impresa

Confcommercio, l’Associazione Bancaria Italiana e le altre principali associazioni di impresa, hanno inviato una lettera congiunta alle principali Istituzioni italiane per richiedere che nel Decreto Sostegni-bis di prossima emanazione, vengano integralmente riconfermate, prorogandole, le misure a sostegno della liquidità delle imprese avviate con i precedenti decreti, con particolare riferimento alla moratoria sui debiti bancari ed ai finanziamenti garantiti.

In considerazione del permanere della crisi sanitaria determinata dal COVID-19, che continua a incidere negativamente sulle attività d’impresa, è stata inoltre sottolineata l’importanza che, in linea generale, le misure contenute nel decreto legge in corso di definizione, siano di semplice ed immediata applicazione, senza prevedere l’emanazione di una regolamentazione secondaria per la piena operatività.

Con riferimento specifico al tema della liquidità delle imprese, è stata ribadita la necessità di una proroga delle moratorie e che queste possano esplicare i loro effetti senza soluzione di continuità con le moratorie in essere, in maniera automatica ed evitando complicazioni burocratiche.

Medesima richiesta sul fronte dei finanziamenti che usufruiscono della garanzia statale, per i quali la prosecuzione della crisi rende necessaria una prosecuzione delle misure del DL Liquidità del 2020, in coerenza con la proroga del Temporary Framework della Commissione europea. E’ stata quindi rinnovata la richiesta di un significativo prolungamento della durata dei finanziamenti garantiti, con particolare attenzione ai settori maggiormente colpiti dalle restrizioni imposte per l’emergenza sanitaria e che hanno, perciò, urgente necessità di interventi più incisivi. Il tutto anche modificando, se necessario, le regole del Temporary Framework.

E’ stata inoltre sottolineata l’esigenza che le modalità di accesso al Fondo di Garanzia PMI e alle garanzie Ismea non subiscano delle modifiche, almeno fino al 31 dicembre 2021, anche con riferimento alle aziende non rientranti nella definizione europea di piccole e medie imprese e alle imprese agricole.

Per agevolare, poi, la restituzione del debito da parte delle imprese destinatarie di finanziamenti bancari, è stata sollecitata l’individuazione di idonei strumenti di garanzia pubblica per favorire operazioni di rinegoziazione del debito.

Richiesta, infine, l’equiparazione delle condizioni di accesso a “Garanzia Italia” gestita da Sace, a quelle previste per il Fondo di garanzia PMI e l’accesso alle misure di sostegno alla liquidità anche per le imprese ammesse a piani di ristrutturazione prima dell’avvio della pandemia e che si sono trovate in difficoltà a rispettare tali piani a seguito degli effetti dell’emergenza sanitaria.

 

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