MAURO MAMBELLI: BENE IL DECRETO RIPARTENZA, MA SERVE ANCORA PIÙ CORAGGIO

Se i dati lo consentono, occorre anticipare l’eliminazione delle restrizioni che soffocano le imprese prima del 15 giugno

 

Bene lo spostamento del coprifuoco alle 23 (per poi farlo slittare alle 24 dal 7 giugno e abolirlo del tutto dal 21 giugno), i centri commerciali torneranno ad aprire dal fine settimana del 22 maggio; le palestre dal 24 maggio; i ristoranti e i bar potranno riprendere il servizio anche al chiuso dal primo giugno, a pranzo e cena; i parchi tematici riapriranno il 15 giugno; matrimoni e feste dal 15 giugno, ma solo con il “green pass”; i congressi si potranno di nuovo organizzare dal primo luglio; sale giochi e bingo dal primo luglio; discoteche ancora chiuse.

Il nuovo decreto-legge che introduce misure urgenti relative all'emergenza epidemiologica da COVID-19 ed entrato in vigore il 19 maggio, accoglie alcune delle richieste di Confcommercio, anche se vista la situazione in netto miglioramento sarebbe stato necessario avere ancora più coraggio. Leggasi minori restrizioni.

In sostanza, se i dati lo consentono, occorre ora anticipare l’eliminazione delle restrizioni che soffocano le imprese prima del 15 giugno.

Con una lettera inviata a Massimo Garavaglia, Ministro del Turismo e a Giancarlo Giorgetti, Ministro dello Sviluppo Economico e per conoscenza a Stefano Bonaccini, Presidente Regione Emilia-Romagna e a Michele De Pascale Sindaco del Comune di Ravenna e Presidente della Provincia, la scorsa settimana il Presidente Confcommercio provincia di Ravenna Mauro Mambelli aveva sollecitato nuovamente ad un rapido e immediato intervento a favore delle imprese e aveva anticipato alcune delle concessioni ottenute.

Come ad esempio la possibilità per i bar di consumare al banco, in quanto tale divieto è privo di fondamento giuridico e sanitario perché bere un caffè al banco e mangiare un croissant è possibile e, con il giusto distanziamento interpersonale, è privo di rischi. 

“E’ giunta l’ora di avere più coraggio e di ristabilire la possibilità di consumare al banco si legge nella lettera inviata ai Ministri. Così come è giunto il momento di dare la possibilità ai ristoranti di servire al chiuso dei locali, di spostare il coprifuoco alle 24 almeno, oppure di eliminarlo completamente, soluzione più logica, di superare le misure restrittive per i Centri, Parchi e Gallerie Commerciali. Per questi ultimi, tali misure hanno comportato 140 giornate di chiusura e notevoli danni alle imprese del commercio, con perdite sul giro d’affari nell’ordine del -40% rispetto al 2019 e una conseguente diminuzione del fatturato annuo complessivo stimabile in 56 miliardi di euro. Abbiamo apprezzato la ‘data certa’ che avevamo chiesto per poter ripartire e poter lavorare la sera, è stato un segnale importante certamente, ma occorre proseguire su questa strada per poter dare la possibilità a tutte le imprese di stare sul mercato dopo un anno estremamente difficile.

Troppe imprese restano tagliate fuori da questa ripartenza a causa della limitazione del servizio ai soli spazi esterni, subendo così una discriminazione. Per queste realtà, purtroppo, il lockdown non è finito il 26 aprile. È fondamentale avere al più presto una road map molto precisa che indichi come e quando le riaperture potranno coinvolgere, nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza, anche tutti quei locali che hanno a disposizione solo spazi interni. 

Per questi motivi vi chiediamo più coraggio per consentire ad una parte importante della nostra economia di tornare a lavorare: per un imprenditore, infatti, è importante la dignità di poter lavorare, in sicurezza, per programmare un futuro diverso di solida ripartenza”.

 

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